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  Direttiva 79/409/CEE “Uccelli”
  Direttiva 92/43/CEE “Habitat”
  Rete Natura 2000

La Direttiva 92/43/CEE “Habitat”


Nel 1992, nell’ambito della conferenza mondiale di Rio de Janeiro su ambiente e sviluppo, l’Unione Europea ha adottato la direttiva CEE 92/34, cosiddetta “Habitat”, che rappresenta lo strumento principale e più caratterizzante per la salvaguardia della natura europea, tramite un approccio all’uso del territorio in una logica di sviluppo sostenibile per il mantenimento vitale degli ecosistemi.
Acquitrini dell'Oasi Lago Salso

Scopo della Direttiva è quello di contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche nel territorio comunitario, tenuto conto delle esigenze economiche, sociali e culturali locali.
Per habitat di interesse comunitario (elencati nell’allegato I della Direttiva) si intendono quegli habitat che rischiano di scomparire o che costituiscono esempi notevoli delle caratteristiche tipiche di una o più delle cinque zone biogeografiche europee: alpina, atlantica, continentale, mediterranea e macaronesica.
Per quest’ultima si intendono le isole atlantiche delle Azzorre, Canarie e Madeira. Le specie di importanza comunitaria (elencate negli allegati II, III e IV della Direttiva) vengono suddivise in base alla loro consistenza numerica o al livello di minaccia, e quindi la suddivisione risulta articolata come segue:
1. specie in pericolo
2. specie rare
3. specie endemiche

Nibbio reale
Le specie prioritarie sono le specie in pericolo per la cui conservazione l’Unione Europea ha una particolare responsabilità.
Sulla base di tale Direttiva gli Stati membri dell’Unione Europea hanno identificato i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), intesi come aree che aiutano a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat o una specie della flora e della fauna selvatiche in uno stato di conservazione soddisfacente contribuendo così al mantenimento della biodiversità.

L’Italia ha individuato un elenco di circa 2.800 SIC, attualmente al vaglio di apposite commissioni a livello europeo. Quando l’Unione Europea avrà approvato la lista dei SIC, gli Stati membri avranno l’obbligo di designarli Zone Speciali di Conservazione (ZSC).
 
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powered by Happyflow - Cookie Policy Foto Matteo Caldarella e Michele Mendi