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     Falco Grillaio
     Lanario
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Lanario

Falco biarmicus feldeggii

Lunghezza: 43-52 cm
Apertura alare: 85-110 cm

E’ un a falco di medie dimensioni, con il dorso bruno-grigio e le parti inferiori biancastre, molto simile al Pellegrino, da cui si riconosce per le dimensioni maggiori, i mustacchi meno netti, il capo color ruggine, il corpo più snello e le ali più lunghe.
E’ adattato a vivere in pianure, steppe e deserti dove nidifica su pareti rocciose.
Cattura le prede in volo e spesso il maschio e la femmina collaborano nella caccia.
Lanario 

Da cosa è minacciato

La sottospecie europea (feldeggi) è in declino ed è considerata una specie prioritaria, inclusa negli Allegati I e II della Direttiva Uccelli (Direttiva 79/409/CEE).
E’ distribuito quasi esclusivamente in Italia ove è presente nella ZPS Promontorio del Gargano con 7 coppie.
Questa popolazione rappresenta la quasi totalità di quelle presenti in Puglia, il 5% di quella nazionale e il 4% di quelle europee.
La pratica dell’attività di arrampicata sportiva nei siti riproduttivi è stata individuata come una minaccia per la conservazione della specie e localizzata nel territorio pugliese anche dal piano d’azione per il Lanario (International Species Action Plan Lanner Falcon, Birdlife International, 1999) che la indica con priorità alta (high).

Un altro elemento di criticità è rappresentato dalla scarsità di risorse trofiche perché le correnti pratiche agricole (messa a coltura dei pascoli) sono causa della riduzione dell’habitat e delle fonti alimentari.
A ciò si aggiunge il fatto che il Lanario trovava un’importante fonte trofica complementare nella presenza di numerose piccionaie che tradizionalmente erano presenti nei fabbricati rurali e che oggi sono in gran parte scomparse a causa delle nuove tecniche di costruzione e manutenzione dei tetti, con la chiusura di tutte le aperture verso l’esterno.
Ortotttero

Infine, anche il massiccio uso di biocidi in agricoltura per il controllo delle popolazioni di invertebrati provoca un impatto sui giovani lanari che, nei primi mesi successivi all’involo, si nutrono principalmente di grossi insetti (ortotteri, coleotteri, ecc.).

 
 
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powered by Happyflow - Cookie Policy Foto Matteo Caldarella e Michele Mendi