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23/1/2008

Le rocce dei falchi

Nell’ambito del progetto sono state previste delle azioni dirette per la conservazione di specie prioritarie.
Fra queste, una delle attività più importanti che è stata recentemente realizzata, è la bonifica delle pareti rocciose dalle attrezzature installate in passato dai rocciatori.
Le specie per le quali l’azione è mirata sono il Lanario (Falco biarmicus feldeggii), il Capovaccaio (Neophron pernocpterus) e il Gufo reale (Bubo bubo), infatti le attività di arrampicata sportiva sulle pareti rocciose del Gargano ha causato, in passato, ma anche attualmente da parte di arrampicatori illegali, l’abbandono di siti di straordinaria importanza per queste specie.
Le stupende pareti rocciose del Gargano che per millenni erano appartenute solo ai falchi, negli ultimi dieci anni sono stati violate da chiodi, catene e uomini che vi arrampicavano senza neanche sapere il danno che arrecavano a queste specie di uccelli di importanza comunitaria, e non solo, se si pensa ai gheppi (Falco tinnunculus), ai corvi imperiali (Corvus corax) e alle piante rupicole anche endemiche (come l’inula candida, la vedovina di Dallaporta, la campanula garganica) distrutte dal loro passaggio.
Su queste pareti rocciose, la prima azione di conservazione mai realizzata in Italia è stata portata avanti con successo nel mese di novembre del 2007 dopo che, con appostamenti e monitoraggi si è accertata la assenza di qualsiasi disturbo nella realizzazione dell’azione nei confronti delle specie sensibili.
E così con una squadra di rocciatori sensibili alle tematiche della conservazione della natura e sotto il coordinamento degli esperti del Centro Studi Naturalistici, sono state smantellate le attrezzature dalle rocce e, via dopo via, anche nei punti più reconditi e nascosti, le pareti sono state bonificate per un totale di:
• n.77 vie di arrampicata
• n. 782 sicure
• n. 69 arrivi divisi in catene e cavi in acciaio
• n. 8 anelli di calata supplementari.
E’ un risultato di estremo valore naturalistico considerando che senza tali attrezzature nessuno potrà più arrampicare su queste pareti rocciose e piante ed animali non subiranno più il disturbo a cui, per lungo tempo, sono stati sottoposti.
L’ultimo giorno delle attività, mentre si raccoglievano le immondizie metalliche, un lanario passava in volo radente sulle teste degli operatori e una poiana miagolava volteggiando nel vallone quasi a ringraziare a nome di tutte le specie come un favorevole presagio per queste rocce aspre e bellissime.
Infatti, proprio in questi giorni, la notizia che una coppia del raro e prioritario lanario sembra aver preso possesso di una parete oggetto dell’azione per la riproduzione imminente, non fa altro che sottolineare l’importanza dell’attività svolta e a noi piace pensare che queste rocce, come una volta, saranno solo, e per sempre, dei falchi.

 
 

 
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