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10/5/2007

In Senegal un superdormitorio di grillai

Un censimento in Senegal da parte della LPO (Lega per la protezione degli uccelli) ha rivelato un singolo dormitorio di più di 28.600 grillai (Falco naumanni)e 16.000 nibbi a coda di rondine africani (Chelictinia riocourii). Si tratta del più grande dormitorio di uccelli rapaci mai trovato.

“Una sera ho visto il passaggio di circa 300 uccelli”, ha detto Philippe Pilard della LPO, che ha scoperto il sito a gennaio 2007. “La mattina seguente ho visto 1.300 falchi che volavano, così ho deciso di seguirli”.
Ho camminato per 10 km - attraversato fiumi in canoa – e alla fine ho trovato il dormitorio di grillai e di nibbi africani a coda di rondine".

L´esistenza di un dormitorio comune al di fuori della stagione riproduttiva è stata osservata in diversi Paesi tra cui Senegal, Mali, Burkina Faso e Niger. Comunque gli ornitologi hanno descritto questo enorme dormitorio (che in totale ospita 45.000 rapaci insettivori) come qualcosa di eccezionale.
Il numero di grillai di questo dormitorio si pensa rappresenti più della metà delle popolazioni nidificanti dell´Europa occidentale e del Nord Africa messe insieme. Probabilmente il dormitorio ospita individui provenienti dal Marocco, Spagna, Portogallo e Francia.

Questa scoperta è il risultato di 7 anni di ricerche e molte ore di osservazione sul campo da parte degli ornitologi della LPO, finanziata l´anno scorso dalla Fondazione Nature et Découvertes.

Per i prossimi anni sono state pianificate nuove ricerche.

Il Grillaio è considerata specie Vulnerabile da BirdLIfe che ha subito un rapido declino in Europa occidentale – equivalente al 46% degli individui ogni 10 anni dal 1950. Per tale ragione sono state messe in atto misure di conservazione soprattutto nei Paesi europei di nidificazione. La LPO, con questa scoperta, evidenzia però la necessità di proteggere anche i siti di svernamento, oltre a quelli di riiproduzione

“Sebbene siano stati fatti alcuni sforzi di conservazione per il Grillaio in Francia….essi saranno inutili se non si farà qualcosa per proteggerne i luoghi di svernamento in Africa” afferma Yvan Tariel, Capo del Settore Conservazione Rapaci della LPO.

Fonte: BirdLIfe
 
 

 
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